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![]() Noi ti guardiamo andartene e non possiamo trattenerti ancora un poco, gli occhi ancora pieni delle cose che ci hai lasciato, splendide e nobili cose. ![]() Noi ti guardiamo andartene, con il vuoto enorme di chi resta e che possiamo solo riempire del tuo ricordo, del ricordo della tua vita, così ricca, qui, nelle strade dove hai cominciato, dove hai incontrato quellarte che ti nasceva dentro dallamore di libertà, nella ribellione alle ingiustizie del mondo. ![]() Ti ritroveremo nei luoghi qui vicini, verso Portonaccio e San Lorenzo e Pietralata, allora invasi dalla guerra, e ti ritroveremo nelle grandi città, che ti hanno stregato, tu pittore metropolitano. ![]() Dobbiamo lasciarti andare e ti lasciamo anche andare solo perché vai ad incontrare e ritrovare i grandi amici tuoi, che avremmo voluto condividere con te, Berthold Brecht a Berlino, e Bresson e Visconti e gli amici del Caffè Greco, dove te ne stai, fra loro, in una vecchia foto, come il Cristo dellUltima cena, e tanti, tanti altri. ![]() Non possiamo far vedere qui, a tutti, il tuo pensare con le mani, la tua geniale maestria, ma possiamo portare quel tuo saluto da Milo che dice: "Tu vedessi lalloro crepitante nel vento australe, del pino marino il cupo, smeraldino fulgore, il pugno chiuso di nuvole rosate che si leva dalle siepi di cisto; come grida lastore furibondo, e i ruscelli di mirto che corrono alla riva: voce umana lambrata cerchia dellorizzonte non offenda, e questara di sabbia dove giace non incarnato in feci, e sangue, e spine, un dio sereno che non ci somiglia, la fronte velata dal bosco turchino" A presto, caro Renzo. ![]()
Rosanna Mataloni, nell'impossibilità di farlo personalmente, ringrazia il Presidente della Repubblica, i rappresentanti delle Istituzioni dello Stato, le autorità del Comune di Roma, l'Accademia Nazionale di S.Luca, tutti gli artisti, i critici e gli amici che con affetto hanno condiviso il suo dolore per la scomparsa di RENZO VESPIGNANI indimenticabile compagno di vita, nella certezza che la sua arte gli sopravviverà con i segni, i colori, le memorie di una verità sensibile e drammatica alla costante ricerca dell'essere. Roma 4 maggio 2001 |